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I parassiti più comuni che possono attaccare la vostra pianta di marijuana

  • Sono facili da identificare una volta entrati in azione. Dalla mosca minatrice alla sua ‘sorella’ mosca bianca, o altri come il pidocchio o il bruco, questi insetti agiscono rapidamente sulla vegetazione della cannabis e fanno una grande quantità di danni.
  • Fortunatamente, se presi in tempo, esiste sempre un rimedio: predatori come la coccinella o insetticidi artigianali sono delle possibili soluzioni. Oggi vi parleremo dei parassiti che potranno farvi impazzire per un po’ e di come affrontarli.

Mosca bianca, bruco, pidocchio… Se siete coltivatori di cannabis probabilmente avrete sentito parlare più di una volta di questi insetti, e non esattamente in senso buono. Esistono molte piaghe che mettono in pericolo le coltivazioni di marijuana. Per affrontarle, la cosa migliore è prevenirle, fare attenzione ai sintomi e soprattutto, sapere come estirparle in tempo. Con i consigli che vi daremo oggi potrete riconoscerle tutte con facilità e gestirle al meglio.

Mosca minatrice

Forse è il parassita più selettivo, poiché non attacca tutte le varietà di marijuana allo stesso modo. Circa due settimane dopo aver depositato le uova dentro le foglie, le larve cominciano a scavare dei tunnel; è il primo avviso evidente che bisogna cominciare a combatterle.

Sintomi

Una specie di linea marrone che è possibile notare sulle foglie quando le larve stanno facendo i loro particolari tunnel o mine, mangiando il materiale vegetale che trovano sul loro cammino. Si possono trovare anche delle piccole perforazioni realizzate dalle mosche adulte.

Trattamento

È poco probabile che quest’insetto compaia nelle coltivazioni indoor, anche se la foglia non è danneggiata possiamo seguire la via e togliere la larva con le unghie (è ‘intrappolata’ dentro la foglia). All’esterno possiamo optare per insetticidi come Spinosad, che bisogna usare con attenzione e solo se non ci sono delle api vicine. Per eliminare gli esemplari adulti, che possono continuare a depositare uova, non c’è niente di meglio di un nastro adesivo per tutta la coltivazione, in modo tale da farli restare appiccicati.

Ragno rosso

Questo piccolo insetto, che solitamente si presenta con l’umidità nelle coltivazioni indoor, succhia la linfa delle foglie e mette fine alla pianta di marijuana in breve tempo: un ragno adulto può arrivare a mordere un milione di volte in meno di un mese. Se si uniscono più ragni, in una notte possono far morire un’intera piantagione.

Sintomi

Le macchie bianche sulle foglie sono il segno lasciato dal ragno mentre succhia la linfa. È possibile vedere anche delle altre macchioline nere o gialle su entrambe le facce. A volte non si notano e altre volte si confondono con la mancanza di nutrienti. Qualcuno pensa che siano altre macchie quando in realtà sono gli stessi ragni, che misurano appena alcuni millimetri e hanno un colore che va dal marrone al rosso/arancio; per questo è meglio avere una lente d’ingrandimento in mano. Può anche capitare che lascino una sorta di tela sulle foglie.

Trattamento

Lo spazio deve essere pulito e ventilato. Il ragno rosso si sviluppa in ambienti secchi e si riproduce molto rapidamente se si superano i 27 gradi. Quindi mantenete una temperatura adeguata che non superi i 25 gradi e un’umidità relativa del 55-60%. Una volta identificate le foglie o piante colpite, si possono lavare con una miscela di alcol e acqua, applicata con un nebulizzatore, e nel quale l’acqua sia almeno il 40% per non danneggiare le foglie.

Sul mercato esistono diversi prodotti per combattere il ragno rosso. L’olio di Neem, il sapone potassico o l’olio di piretro sono delle ottime opzioni. Un’altra possibilità è l’insetticida Ecotenona, del quale si diluiscono 2 ml per ogni litro d’acqua: si applica sulle foglie per penetrare nel sistema nervoso del ragno mentre questo si nutre. Se avete dubbi sulla possibilità che uova o esemplari adulti abbiano resistito al prodotto, bisogna usarne uno diverso.

Bruchi

I bruchi hanno bisogno della vegetazione per formare la crisalide e quindi possono rovinare la nostra piantagione prima che canti il gallo, perché sono rapidissimi quando si tratta di mangiare. E così quando il bruco si è stabilito nella vostra marijuana è importante agire il prima possibile.

Sintomi

Se vedete sulle foglie delle uova molto piccole di colore giallo o con aspetto traslucido (soprattutto nel dorso) oppure una specie di minuscoli escrementi di colore nero, spaventatevi, poiché questi sono due dei sintomi più chiari. Ma lo sono anche i segni di denti sulle foglie. È possibile altresì trovare i germogli marci: il bruco è capace di penetrarvici.

Trattamento

Una volta scoperti, i bruchi si possono togliere con le mani. L’ideale è combinare quest’azione a un insetticida prodotto con un infuso di peperone e aglio. Un’altra possibilità è introdurre le vespe della specie Trichogramma (molto usate per combattere i parassiti) o la ‘Podisus maculiventris’, o anche un trattamento biologico con ‘Bacillus thuringiensis’. Quando la pianta comincia a seccare, bisogna metterla a testa in giù per accertarsi che non restano residui, perché le crisalidi potrebbero restare dentro e ripetere il loro attacco nella coltivazione successiva.

Trip

  • Sono facili da identificare una volta entrati in azione. Dalla mosca minatrice alla sua ‘sorella’ mosca bianca, o altri come il pidocchio o il bruco, questi insetti agiscono rapidamente sulla vegetazione della cannabis e fanno una grande quantità di danni.
  • Fortunatamente, se presi in tempo, esiste sempre un rimedio: predatori come la coccinella o insetticidi artigianali sono delle possibili soluzioni. Oggi vi parleremo dei parassiti che potranno farvi impazzire per un po’ e di come affrontarli.
parassiti comuni planta marijuana

Mosca bianca, bruco, pidocchio… Se siete coltivatori di cannabis probabilmente avrete sentito parlare più di una volta di questi insetti, e non esattamente in senso buono. Esistono molte piaghe che mettono in pericolo le coltivazioni di marijuana. Per affrontarle, la cosa migliore è prevenirle, fare attenzione ai sintomi e soprattutto, sapere come estirparle in tempo. Con i consigli che vi daremo oggi potrete riconoscerle tutte con facilità e gestirle al meglio.

Mosca minatrice

Forse è il parassita più selettivo, poiché non attacca tutte le varietà di marijuana allo stesso modo. Circa due settimane dopo aver depositato le uova dentro le foglie, le larve cominciano a scavare dei tunnel; è il primo avviso evidente che bisogna cominciare a combatterle.

Sintomi

Una specie di linea marrone che è possibile notare sulle foglie quando le larve stanno facendo i loro particolari tunnel o mine, mangiando il materiale vegetale che trovano sul loro cammino. Si possono trovare anche delle piccole perforazioni realizzate dalle mosche adulte.

Trattamento

È poco probabile che quest’insetto compaia nelle coltivazioni indoor, anche se la foglia non è danneggiata possiamo seguire la via e togliere la larva con le unghie (è ‘intrappolata’ dentro la foglia). All’esterno possiamo optare per insetticidi come Spinosad, che bisogna usare con attenzione e solo se non ci sono delle api vicine. Per eliminare gli esemplari adulti, che possono continuare a depositare uova, non c’è niente di meglio di un nastro adesivo per tutta la coltivazione, in modo tale da farli restare appiccicati.

Ragno rosso

 

Questo piccolo insetto, che solitamente si presenta con l’umidità nelle coltivazioni indoor, succhia la linfa delle foglie e mette fine alla pianta di marijuana in breve tempo: un ragno adulto può arrivare a mordere un milione di volte in meno di un mese. Se si uniscono più ragni, in una notte possono far morire un’intera piantagione.

Sintomi

Le macchie bianche sulle foglie sono il segno lasciato dal ragno mentre succhia la linfa. È possibile vedere anche delle altre macchioline nere o gialle su entrambe le facce. A volte non si notano e altre volte si confondono con la mancanza di nutrienti. Qualcuno pensa che siano altre macchie quando in realtà sono gli stessi ragni, che misurano appena alcuni millimetri e hanno un colore che va dal marrone al rosso/arancio; per questo è meglio avere una lente d’ingrandimento in mano. Può anche capitare che lascino una sorta di tela sulle foglie.

Trattamento

Lo spazio deve essere pulito e ventilato. Il ragno rosso si sviluppa in ambienti secchi e si riproduce molto rapidamente se si superano i 27 gradi. Quindi mantenete una temperatura adeguata che non superi i 25 gradi e un’umidità relativa del 55-60%. Una volta identificate le foglie o piante colpite, si possono lavare con una miscela di alcol e acqua, applicata con un nebulizzatore, e nel quale l’acqua sia almeno il 40% per non danneggiare le foglie.

Sul mercato esistono diversi prodotti per combattere il ragno rosso. L’olio di Neem, il sapone potassico o l’olio di piretro sono delle ottime opzioni. Un’altra possibilità è l’insetticida Ecotenona, del quale si diluiscono 2 ml per ogni litro d’acqua: si applica sulle foglie per penetrare nel sistema nervoso del ragno mentre questo si nutre. Se avete dubbi sulla possibilità che uova o esemplari adulti abbiano resistito al prodotto, bisogna usarne uno diverso.

Bruchi

I bruchi hanno bisogno della vegetazione per formare la crisalide e quindi possono rovinare la nostra piantagione prima che canti il gallo, perché sono rapidissimi quando si tratta di mangiare. E così quando il bruco si è stabilito nella vostra marijuana è importante agire il prima possibile.

Sintomi

Se vedete sulle foglie delle uova molto piccole di colore giallo o con aspetto traslucido (soprattutto nel dorso) oppure una specie di minuscoli escrementi di colore nero, spaventatevi, poiché questi sono due dei sintomi più chiari. Ma lo sono anche i segni di denti sulle foglie. È possibile altresì trovare i germogli marci: il bruco è capace di penetrarvici.

Trattamento

Una volta scoperti, i bruchi si possono togliere con le mani. L’ideale è combinare quest’azione a un insetticida prodotto con un infuso di peperone e aglio. Un’altra possibilità è introdurre le vespe della specie Trichogramma (molto usate per combattere i parassiti) o la ‘Podisus maculiventris’, o anche un trattamento biologico con ‘Bacillus thuringiensis’. Quando la pianta comincia a seccare, bisogna metterla a testa in giù per accertarsi che non restano residui, perché le crisalidi potrebbero restare dentro e ripetere il loro attacco nella coltivazione successiva.

Trip

Un vero rompicapo, soprattutto se le piante provengono da talee. Quest’insetto minuscolo fa dei movimenti molto rapidi e quindi bisogna agire velocemente per impedirgli di causare molti danni. Spruzzare ogni tanto olio di Neem o sapone potassico può aiutare a prevenirlo, ma se è già nella pianta bisogna mettersi subito all’opera.

Sintomi

Stendere delle strisce gialle appiccicose lungo la coltivazione è un buon modo per sapere se c’è un parassita trip, poiché sicuramente qualche insetto vi resterà attaccato. Potrete scoprirlo anche se vedete dei segni argentati sulla superficie delle foglie, accompagnati a volte da puntini, che sono gli escrementi. Un altro elemento indicativo sono le foglie spezzettate, dovute all’attività del trip che succhia la clorofilla fino allo sfinimento.

Trattamento

Anche in questo caso, spruzzare olio di Neem o sapone potassico sarà molto utile per eliminare la piaga, ma solo se non è ancora cominciato il processo di fioritura. Nel caso in cui sia cominciato è meglio inserire dei predatori, come vespe e orius. A queste specie non farà male il fungo ‘Verticillium lecanii’ che di solito contiene i prodotti biologici per la lotta contro il trip, e quindi è possibile combinare entrambi gli elementi.

Mosca bianca

La mosca bianca è un esemplare conosciuto dai coltivatori di cannabis e succhia la linfa delle foglie fino a debilitare la pianta. È molto comune, ma non è fra le più letali.

Sintomi

Il primo sintomo è molto chiaro: se agitate le piante e vedete volare delle mosche, sono proprio quelle bianche. Potete anche vedere delle foglie ingiallite a causa della clorosi provocata dalla suzione della linfa, la melassa che questi insetti secernono o persino una polvere biancastra sul dorso.

Trattamento

Una volta scoperto il parassita (ci sono tecniche di prevenzione, per esempio piantare dei dissuasori come il basilico), è possibile introdurre la vespa ‘Encarsia formosa’ o il ‘Macrolophus caliginosus’ (una specie di cimice). Un’altra opzione è quella di attirare le mosche con strisce di colore giallo o spruzzare olio di Neem o sapone potassico; queste soluzioni devono essere rilasciate ogni cinque o sei giorni fino alla scomparsa della mosca.

Pidocchio

Un altro parassita molto rapido, sia quando si riproduce (da 30 a 100 larve al giorno) sia quando salta da una pianta all’altra. Come il ragno rosso si nutre della linfa delle foglie. Più presente in primavera, bisognerà giocare sul tempo una volta identificato.

Sintomi

Foglie gialle e secche, colonie sotto le foglie o gli steli e una specie di melassa che secernono sono alcuni dei sintomi che attivano l’allarme. Come se non bastasse, la melassa attira le formiche e quindi se le vedete cominciate a sospettare.

Trattamento

Oltre a cambiarvi quando entrate nel luogo della piantagione, per evitare di portare un pidocchio da fuori, una volta scoperto il parassita ci sono diverse strade da seguire: è possibile eliminarli manualmente, schiacciandoli, visto che si muovono appena. Si possono anche inserire predatori come larve di crisopidi, che si nutrono di loro; mettetene una ventina per pianta e ripetete l’azione ogni mese. Un’altra opzione sono le vespe parassitoidi, le coccinelle (per coltivazioni outdoor) o il fungo ‘Verticillium lecanii’. Infine è possibile spruzzare sulle piante del piretro due o tre volte, con pause che vanno dai cinque ai dieci giorni.

Per assurdo, l’eccesso di fertilizzanti può provocare l’apparizione del pidocchio, quindi bisognerà utilizzarli con attenzione. Bisogna anche controllare il clima, poiché un ambiente secco ne aiuterà la propagazione. Inoltre, quando notate delle foglie in decomposizione, dovete toglierle.

Cocciniglia

  • Sono facili da identificare una volta entrati in azione. Dalla mosca minatrice alla sua ‘sorella’ mosca bianca, o altri come il pidocchio o il bruco, questi insetti agiscono rapidamente sulla vegetazione della cannabis e fanno una grande quantità di danni.
  • Fortunatamente, se presi in tempo, esiste sempre un rimedio: predatori come la coccinella o insetticidi artigianali sono delle possibili soluzioni. Oggi vi parleremo dei parassiti che potranno farvi impazzire per un po’ e di come affrontarli.
parassiti comuni planta marijuana

Mosca bianca, bruco, pidocchio… Se siete coltivatori di cannabis probabilmente avrete sentito parlare più di una volta di questi insetti, e non esattamente in senso buono. Esistono molte piaghe che mettono in pericolo le coltivazioni di marijuana. Per affrontarle, la cosa migliore è prevenirle, fare attenzione ai sintomi e soprattutto, sapere come estirparle in tempo. Con i consigli che vi daremo oggi potrete riconoscerle tutte con facilità e gestirle al meglio.

Mosca minatrice

Forse è il parassita più selettivo, poiché non attacca tutte le varietà di marijuana allo stesso modo. Circa due settimane dopo aver depositato le uova dentro le foglie, le larve cominciano a scavare dei tunnel; è il primo avviso evidente che bisogna cominciare a combatterle.

Sintomi

Una specie di linea marrone che è possibile notare sulle foglie quando le larve stanno facendo i loro particolari tunnel o mine, mangiando il materiale vegetale che trovano sul loro cammino. Si possono trovare anche delle piccole perforazioni realizzate dalle mosche adulte.

Trattamento

È poco probabile che quest’insetto compaia nelle coltivazioni indoor, anche se la foglia non è danneggiata possiamo seguire la via e togliere la larva con le unghie (è ‘intrappolata’ dentro la foglia). All’esterno possiamo optare per insetticidi come Spinosad, che bisogna usare con attenzione e solo se non ci sono delle api vicine. Per eliminare gli esemplari adulti, che possono continuare a depositare uova, non c’è niente di meglio di un nastro adesivo per tutta la coltivazione, in modo tale da farli restare appiccicati.

Ragno rosso

 

Questo piccolo insetto, che solitamente si presenta con l’umidità nelle coltivazioni indoor, succhia la linfa delle foglie e mette fine alla pianta di marijuana in breve tempo: un ragno adulto può arrivare a mordere un milione di volte in meno di un mese. Se si uniscono più ragni, in una notte possono far morire un’intera piantagione.

Sintomi

Le macchie bianche sulle foglie sono il segno lasciato dal ragno mentre succhia la linfa. È possibile vedere anche delle altre macchioline nere o gialle su entrambe le facce. A volte non si notano e altre volte si confondono con la mancanza di nutrienti. Qualcuno pensa che siano altre macchie quando in realtà sono gli stessi ragni, che misurano appena alcuni millimetri e hanno un colore che va dal marrone al rosso/arancio; per questo è meglio avere una lente d’ingrandimento in mano. Può anche capitare che lascino una sorta di tela sulle foglie.

Trattamento

Lo spazio deve essere pulito e ventilato. Il ragno rosso si sviluppa in ambienti secchi e si riproduce molto rapidamente se si superano i 27 gradi. Quindi mantenete una temperatura adeguata che non superi i 25 gradi e un’umidità relativa del 55-60%. Una volta identificate le foglie o piante colpite, si possono lavare con una miscela di alcol e acqua, applicata con un nebulizzatore, e nel quale l’acqua sia almeno il 40% per non danneggiare le foglie.

Sul mercato esistono diversi prodotti per combattere il ragno rosso. L’olio di Neem, il sapone potassico o l’olio di piretro sono delle ottime opzioni. Un’altra possibilità è l’insetticida Ecotenona, del quale si diluiscono 2 ml per ogni litro d’acqua: si applica sulle foglie per penetrare nel sistema nervoso del ragno mentre questo si nutre. Se avete dubbi sulla possibilità che uova o esemplari adulti abbiano resistito al prodotto, bisogna usarne uno diverso.

Bruchi

I bruchi hanno bisogno della vegetazione per formare la crisalide e quindi possono rovinare la nostra piantagione prima che canti il gallo, perché sono rapidissimi quando si tratta di mangiare. E così quando il bruco si è stabilito nella vostra marijuana è importante agire il prima possibile.

Sintomi

Se vedete sulle foglie delle uova molto piccole di colore giallo o con aspetto traslucido (soprattutto nel dorso) oppure una specie di minuscoli escrementi di colore nero, spaventatevi, poiché questi sono due dei sintomi più chiari. Ma lo sono anche i segni di denti sulle foglie. È possibile altresì trovare i germogli marci: il bruco è capace di penetrarvici.

Trattamento

Una volta scoperti, i bruchi si possono togliere con le mani. L’ideale è combinare quest’azione a un insetticida prodotto con un infuso di peperone e aglio. Un’altra possibilità è introdurre le vespe della specie Trichogramma (molto usate per combattere i parassiti) o la ‘Podisus maculiventris’, o anche un trattamento biologico con ‘Bacillus thuringiensis’. Quando la pianta comincia a seccare, bisogna metterla a testa in giù per accertarsi che non restano residui, perché le crisalidi potrebbero restare dentro e ripetere il loro attacco nella coltivazione successiva.

Trip

 

Un vero rompicapo, soprattutto se le piante provengono da talee. Quest’insetto minuscolo fa dei movimenti molto rapidi e quindi bisogna agire velocemente per impedirgli di causare molti danni. Spruzzare ogni tanto olio di Neem o sapone potassico può aiutare a prevenirlo, ma se è già nella pianta bisogna mettersi subito all’opera.

Sintomi

Stendere delle strisce gialle appiccicose lungo la coltivazione è un buon modo per sapere se c’è un parassita trip, poiché sicuramente qualche insetto vi resterà attaccato. Potrete scoprirlo anche se vedete dei segni argentati sulla superficie delle foglie, accompagnati a volte da puntini, che sono gli escrementi. Un altro elemento indicativo sono le foglie spezzettate, dovute all’attività del trip che succhia la clorofilla fino allo sfinimento.

Trattamento

Anche in questo caso, spruzzare olio di Neem o sapone potassico sarà molto utile per eliminare la piaga, ma solo se non è ancora cominciato il processo di fioritura. Nel caso in cui sia cominciato è meglio inserire dei predatori, come vespe e orius. A queste specie non farà male il fungo ‘Verticillium lecanii’ che di solito contiene i prodotti biologici per la lotta contro il trip, e quindi è possibile combinare entrambi gli elementi.

Mosca bianca

 

La mosca bianca è un esemplare conosciuto dai coltivatori di cannabis e succhia la linfa delle foglie fino a debilitare la pianta. È molto comune, ma non è fra le più letali.

Sintomi

Il primo sintomo è molto chiaro: se agitate le piante e vedete volare delle mosche, sono proprio quelle bianche. Potete anche vedere delle foglie ingiallite a causa della clorosi provocata dalla suzione della linfa, la melassa che questi insetti secernono o persino una polvere biancastra sul dorso.

Trattamento

Una volta scoperto il parassita (ci sono tecniche di prevenzione, per esempio piantare dei dissuasori come il basilico), è possibile introdurre la vespa ‘Encarsia formosa’ o il ‘Macrolophus caliginosus’ (una specie di cimice). Un’altra opzione è quella di attirare le mosche con strisce di colore giallo o spruzzare olio di Neem o sapone potassico; queste soluzioni devono essere rilasciate ogni cinque o sei giorni fino alla scomparsa della mosca.

Pidocchio

Un altro parassita molto rapido, sia quando si riproduce (da 30 a 100 larve al giorno) sia quando salta da una pianta all’altra. Come il ragno rosso si nutre della linfa delle foglie. Più presente in primavera, bisognerà giocare sul tempo una volta identificato.

Sintomi

Foglie gialle e secche, colonie sotto le foglie o gli steli e una specie di melassa che secernono sono alcuni dei sintomi che attivano l’allarme. Come se non bastasse, la melassa attira le formiche e quindi se le vedete cominciate a sospettare.

Trattamento

Oltre a cambiarvi quando entrate nel luogo della piantagione, per evitare di portare un pidocchio da fuori, una volta scoperto il parassita ci sono diverse strade da seguire: è possibile eliminarli manualmente, schiacciandoli, visto che si muovono appena. Si possono anche inserire predatori come larve di crisopidi, che si nutrono di loro; mettetene una ventina per pianta e ripetete l’azione ogni mese. Un’altra opzione sono le vespe parassitoidi, le coccinelle (per coltivazioni outdoor) o il fungo ‘Verticillium lecanii’. Infine è possibile spruzzare sulle piante del piretro due o tre volte, con pause che vanno dai cinque ai dieci giorni.

Per assurdo, l’eccesso di fertilizzanti può provocare l’apparizione del pidocchio, quindi bisognerà utilizzarli con attenzione. Bisogna anche controllare il clima, poiché un ambiente secco ne aiuterà la propagazione. Inoltre, quando notate delle foglie in decomposizione, dovete toglierle.

Cocciniglia

E concludiamo con un altro parassita conosciuto anche da chi non coltiva cannabis: la cocciniglia. Sia all’interno sia all’esterno può agire in modo silenzioso. E la cosa peggiore è che si tratta di insetti piccoli (quindi difficili da identificare) e resistenti ad alcuni insetticidi. E se arrivano alle radici della pianta, il problema diventa più grave. Per non parlare dei loro escrementi, che contengono un fungo (la cosiddetta fumaggine) che distrugge la vegetazione.

Sintomi

Le riconoscerete dal colore marrone o bianco e una specie di pelo bianco. Cominciano ad apparire sugli steli, per poi distribuirsi in tutta la pianta. Se accanto ci sono delle piante come cactus, rose o ulivi, bisognerà stare molto attenti. Come con i pidocchi, le formiche sono un altro segno della loro presenza.

Trattamento

Bisogna controllare le pianta, sia di cannabis che quelle vicine, per verificare la presenza del parassita. Una volta trovato, è possibile eliminarlo facilmente applicando una miscela con la stessa quantità di acqua e alcol mediante dei ciuffi di cotone. Nel caso in cui alcune parti della pianta siano molto danneggiate, la cosa migliore sarà toglierle.

Moscerino del substrato

Questo insetto, il cui nome scientifico è Sciaridae (sciaridi), è conosciuto come moscerino del substrato, moscerino nera o moscerino del terriccio. Ha una dimensione di circa 4-5 mm e durante il suo ciclo vitale passa per diverse fasi: quando è una larva vive nel substrato, dopo la metamorfosi emerge dalla superficie e si trasforma in moscerino alato.

Sintomi

Questo insetto preferisce gli ambienti umidi e tende a situarsi sulla base delle piante, ed è qui che devi cercarlo. Questi sono i segnali che indicano se le tue piante di cannabis sono state infettate dal moscerino del substrato:

  • Osserva se alcuni individui restano intrappolati sulle strisce cattura-insetti (sono dei nastri adesivi di colore giallo da collocare nella tua coltivazione).
  • Un altro dei primi sintomi, oltre ad essere quello più evidente, è che potrai vedere alcuni di loro volare vicino alle piante

Trattamento

Se questo parassita si è già installato nella tua coltivazione di marijuana, questi sono alcuni rimedi che possono aiutarti a eliminarla.

  • Prodotti che conteneneti B.thuringiensis (Bt) o Bacilus thurgiensis Israelensis (Bti), che sono dei batteri che vivono nel terreno e vengono utilizzati come alternativa biologica ai pesticidi convenzionali
  • Farina di Neem: molto efficace contro i parassiti che si sviluppano nel substrato.
  • Inserisci delle specie predatrici nel substrato: Hypoaspis geolalepumites ed il nematode Steinernema feltiae

Nematodi

I nematodi sono volgarmente noti come vermi rotondi in virtù della forma del loro corpo. Delle 25.000 specie registrate, il 50 % agisce come parassita nelle piante, negli insetti o in altri animali.

Anche se ci sono alcune specie di Nematodi che possono portare benefici alla tue piante di marijuana, ne esistono altri “cattivi” che attaccano senza pietà le tue piante portandole persino alla morte.

Sintomi

  • Rallentamento della crescita
  • Clorosi delle foglie
  • Assenza di vigore a causa dell’assenza di fluidi la pianta marcisce

Trattamento

  • Pulizia: cambia il substrato per uno nuovo e sterilizzato
  • Applica prodotti efficaci contro i nematodi come Laotta o Skunk Neem.
  • I prodotti con olio di Neem mischiati con il substrato possono aiutarti a combattere i nematodi.
  • Trichonema Prot-L, un prodotto biologico efficace contro questa piaga che aiuta anche a far germogliare le piante e a riattivare il suolo.

Limacce e lumache

Le lumache e le limacce hanno un corpo viscoso, molle e viscido tra 1 e 9 cm di lunghezza, che nel caso delle prime è accompagnato da un guscio circolare in cui vive il mollusco. Si muovono lentamente e si lasciano alle spalle una scia di muco ben riconoscibile trasparente e luminoso. Questa piaga si presenta solitamente nelle coltivazioni outdoor e può essere molto pericolosa per le tue piante di marijuana, poiché questi piccoli ospiti hanno una fame vorace, in grado di causare seri danni alle tue coltivazioni.

Sintomi

  • Morsi sulle foglie, talvolta a forma di ragnatela.
  • Comparsa di una scia di muco grigiastro.

Trattamento

  • Costruisci una barriera: aggiungi uno strato di calce, di terra diatomea o di sabbia salata di mare ai bordi della tua coltivazione.
  • Metti delle esche: fai un piccolo foro nel terreno e posizionaci un contenitore con birra e marmellata.Li attirerà fatalmente.
  • Utilizza la limaccia predatrice Ruminia decollata come misura di controllo biologico.
  • Eliminali manualmente: fallo di notte quando escono dai loro nascondigli per nutrirsi. Aiutati con una torcia. ——

 

 

 

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